L’ILLUMINAZIONE


L’illuminazione al pari del riscaldamento, della ventilazione, dello stato igrometrico, ecc. contribuisce a creare quelle condizioni di benessere che devono essere assicurate sia agli ambienti abitativi che lavorativi.
Condizioni sub-ottimali di luce, a differenza di quanto accade per altri fattori microclimatici i cui valori ottimali rientrano in intervalli più o meno ristretti, non ingenerano effetti di disturbo immediato bensì a lungo termine, data la grande capacità dell’occhio di adattarsi a condizioni più o meno disagevoli di visione.
Nel caso di illuminazione scarsa si è istintivamente portati a diminuire la distanza ottimale tra l’occhio e l’oggetto da osservare, stabilita intorno ai 30 - 35 cm.
Nel caso di illuminazione intensa, cioè emessa da sorgenti di notevole intensità e che colpisce direttamente l’occhio, si verifica il fenomeno dell’abbagliamento.

L’ambiente luminoso può essere caratterizzato, da un punto di vista tecnico, da grandezze come:

 Tabella 9 Flusso luminoso di sorgenti tipiche

Tipo di sorgente luminosa

Flusso luminoso (lm)

Lampada per bicicletta 2 W
Lampada ad incandescenza 100 W
Lampada fluorescente L 40 W
Lampada vapori di Hg ad alta pressione 125 W
Bulbo fluorescente 400 W
Lampada alogenuri metallici 2000 W
Lampada xenon arco lungo 20000 W

18
1250
3200
6300
23000
190000
500000

 

 Tabella 10 Valori tipici indicativi di illuminamento

 

Illuminamento (lux)

Giornata estiva soleggiata
giornata estiva cielo coperto
Vetrine
Uffici
Sale da pranzo
Strade (notte)
Notte di luna piena
Notte serena senza luna

100000
20000
3000
500
200
30
0.25
0.01

 

Si definisce:

I fattori che incidono maggiormente sul livello di benessere visivo e quindi sulle prestazioni di un individuo sono il livello di illuminamento e la distribuzione delle luminanze nel campo del visivo; inoltre nel caso di utilizzazione di illuminazione naturale si considera anche il fattore di luce diurna.

Il livello di illuminamento richiesto per lo svolgimento di una specifica attività dipende dal tipo di attività e viene scelto all’interno di un intervallo limitato sia inferiormente, per garantire possibilità di percezione distinta degli oggetti, sia superiormente per evitare fenomeni di abbagliamento. In Tabella 11 sono riportati alcuni valori di illuminamento per differenti compiti ed attività desunti dalla norma ISO 8995.

I valori eccessivi di luminanza o eccessivi valori di differenza di luminanza tra oggetti contenuti nel campo visivo che vengono visti in rapida successione, provocano fenomeni di abbagliamento e possono quindi ostacolare la visione. Il rapporto tra l’oggetto e la zona circostante dovrebbe essere 3:1.

La presenza di aperture (porte, finestre) verso l’ambiente esterno favorisce il benessere sia fisico che psicologico degli occupanti di un edificio, tuttavia la loro disposizione ed entità deve essere scelta in modo tale da minimizzare gli effetti negativi connessi alla loro presenza ed in particolare all’innalzamento potenzialmente eccessivo dei livelli di illuminamento, di luminanza, e nel caso di ingresso diretto dei raggi solari, dei carichi termici ambientali. Adottando opportune precauzioni è comunque possibile un buon fattore di luce diurno (DF). Uno schema di valutazione indicativo è il seguente:

DF < 0.3 % insufficiente
0.3 % < DF < 1 % discreto
1 % < DF < 4 % buono
4 % < DF ottimo

Tabella 11 Intervalli di illuminamento tipici per differenti compiti ed attività (da ISO 8995)

Intervalli di illuminamento
(lux)

Aree - Compiti - Attività

20 - 30 - 50
50 - 100 - 150
100 - 150 - 200
200 - 300 - 500
300 - 500 - 750
500 - 750 - 1000
750 - 1000 - 1500
1000 - 1500 - 2000
> 2000

Aree esterne di circolazione
Aree di circolazione, semplice orientamento, brevi visite
Locali non usati con continuità per scopi di lavoro
Compiti con semplici requisiti visivi
Compiti con requisiti visivi medi
Compiti con requisiti visivi di precisione
Compiti con requisiti visivi difficili
Compiti con requisiti visivi speciali
Svolgimento di compiti visivi molto precisi